Le vacanze non hanno soltanto uno scopo utile e saggio per il ristoro e per lo sviluppo delle forze fisiche, e neppure un'incomparabile virtù formativa mediante il contatto sensibile con il mondo fisico, che esse, le vacanze, dispiegano davanti al soggetto umano, aprendogli come nuove le pagine della natura, per la loro bellezza, per al loro estensione, per la loro complessità, per la loro stessa terribilità, ma hanno anche uno scopo spirituale. Quando mai l'uomo pensa in se stesso, quando si riconosce persona, quando sfiora, per sentirne l'ebbrezza o il timore, la profondità, la problematicità del proprio essere, se non nei momenti liberi e solitari della propria coscienza? Le vacanze sono soltanto una bellissima pausa, che interrompe con un godimento fisico ed esteriore la monotonia professionale del proprio lavoro, ma sono altresì ed ancora più un incontro dell'uomo con se stesso, con la propria esistenza.
(riportato da Rosario Palazzeschi)
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